Azione bilanciata

Quando appoggiamo i piedi sul tappetino di yoga oppure ci sediamo sull’asana di meditazione ha inizio una relazione di scambio tra l’esterno e l’interno. Il movimento dinamico del corpo guidato dal respiro e dall’attenzione interiore si trasforma gradualmente in un concerto di sensazioni tattili che coinvolgono non solo le parti che toccano il terreno ma anche tutti i nostri strumenti psichici, favorendo un certo grado di entusiasmo e di fiducia verso la vita. E’ un meccanismo strano, quasi miracoloso, che nell’hatha yoga è chiamata “azione bilanciata”, ossia la dinamica integrazione fra l’uso consapevole della muscolatura e l’espansione libera del corpo. Quest’azione rispecchia il dinamismo naturale che è presente in natura.

Lo sforzo impiegato negli asana serve a resistere alla tendenza della mente di vagare e del corpo di collassare, perché ci vuole un grande quantitativo di forza e di resistenza per mantenere un’azione energetica simultanea nelle diverse parti. Quando quest’alchimia ha luogo, il corpo se la ricorda e desidera ricrearla.

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